Misurare la «pericolosità» di un RAEE significa guardare a cosa succede quando non viene trattato correttamente: quali sostanze libera, quanto sono tossiche o climalteranti, quanto a lungo persistono nell'ambiente. Con questo criterio, ecco la classifica ragionata.
1. Frigoriferi e climatizzatori: il danno climatico R1
Il raggruppamento del freddo è il più critico in assoluto per il clima. I gas refrigeranti contenuti nel circuito e nelle schiume isolanti hanno un potenziale di riscaldamento globale (GWP) che può essere centinaia o migliaia di volte superiore alla CO₂: i vecchi CFC e HCFC, oltre a distruggere l'ozono stratosferico, hanno GWP nell'ordine delle migliaia; anche i più recenti HFC restano potenti climalteranti. Un singolo vecchio frigorifero abbandonato o cannibalizzato può rilasciare l'equivalente di oltre una tonnellata di CO₂. È il motivo per cui gli impianti R1 lavorano in linee sigillate con aspirazione dei gas sia dal circuito sia dalle schiume.
2. Lampade fluorescenti e vecchi neon: il mercurio R5
Le lampade fluorescenti compatte e i tubi al neon contengono pochi milligrammi di mercurio ciascuna, ma il mercurio è un neurotossico potentissimo che non si degrada: si trasforma in metilmercurio e risale la catena alimentare acquatica fino ai pesci che mangiamo. Moltiplicato per milioni di lampade, il rischio è sistemico. Per questo vanno conferite intere: una lampada rotta in casa libera vapori di mercurio nell'aria che si respira.
3. Vecchi televisori e monitor a tubo catodico: il piombo R3
Un televisore CRT contiene 1,5–3 kg di piombo nel vetro del cono e nelle saldature. Il piombo è tossico per il sistema nervoso (particolarmente per i bambini) e per i reni, e in discarica percola contaminando le falde. I CRT sono in via di esaurimento dal flusso di raccolta, ma milioni di pezzi giacciono ancora in cantine e soffitte italiane: quando li trovi, la destinazione è una sola, il raggruppamento R3 del centro di raccolta.
4. Batterie al litio: il rischio incendio (e il cobalto)
Le batterie agli ioni di litio danneggiate o schiacciate possono andare in fuga termica e incendiarsi: sono diventate la prima causa di incendi negli impianti di trattamento rifiuti e nei mezzi di raccolta. A monte, l'estrazione di litio e cobalto ha impatti ambientali e sociali pesanti, il che rende il loro recupero doppiamente prezioso. Regola d'oro: i dispositivi con batteria integrata si conferiscono interi nel raggruppamento R4, le batterie estraibili nei contenitori per pile e accumulatori, mai nell'indifferenziato e mai ammaccate nel sacco.
5. Plastiche con ritardanti di fiamma bromurati
Le carcasse degli apparecchi più datati possono contenere ritardanti di fiamma bromurati, composti persistenti e bioaccumulabili. Bruciate all'aperto, come accade nelle discariche informali dei Paesi in via di sviluppo dove finiscono i flussi illegali, liberano diossine e furani tra i composti più tossici conosciuti.
Tabella di sintesi
| RAEE | Sostanza critica | Tipo di danno | Scala del rischio |
|---|---|---|---|
| Frigoriferi, freezer, clima R1 | Gas refrigeranti CFC/HCFC/HFC | Clima (GWP fino a migliaia di volte la CO₂), ozono | Altissima |
| Lampade fluorescenti R5 | Mercurio | Neurotossico, bioaccumulo nella catena alimentare | Alta |
| TV/monitor CRT R3 | Piombo | Tossico per nervi e reni, percolato in falda | Alta |
| Dispositivi con batterie al litio R4 | Litio, cobalto, elettroliti | Incendi in filiera, impatti estrattivi | Alta |
| Apparecchi datati in plastica | Ritardanti di fiamma bromurati | Persistenti; diossine se bruciati | Media-alta |
| Grandi bianchi R2 | Oli, condensatori | Contaminazione locale se cannibalizzati | Media |
Il vero moltiplicatore del danno: i flussi illegali
La pericolosità intrinseca diventa danno reale soprattutto quando i RAEE escono dal circuito ufficiale: cannibalizzazione per pochi metalli con abbandono del resto, finti «usati» esportati verso discariche informali in Africa e Asia, roghi di cavi per recuperare il rame. In quei contesti tutte le sostanze della tabella vengono liberate insieme, spesso a contatto diretto con le persone. La contromisura alla portata di tutti è una sola: conferire sempre nel canale ufficiale. Trova il punto più vicino con l'elenco dei centri di raccolta o verifica la destinazione corretta con Dove lo butto?.